Ritratto di Robert K. Merton

Sfacciata impudenza, sfrontatezza, faccia tosta. Questi alcuni significati di chutzpah, parola yiddish definita come “quella particolare qualità racchiusa in un uomo che, avendo ucciso sua madre e suo padre, si appella alla clemenza della corte perché è orfano”.
Chutzpah fa parte della classe dei prestiti linguistici, parole che per varie ragioni vengono adottate in diverse lingue. Come il francese Esprit de l’escalier (osservazione arguta che viene in mente troppo tardi per essere utilizzata). O come il tedesco Schadenfreude (gioia maligna originata dalle disgrazie altrui).
È Robert K. Merton a raccontarlo. Proprio lui. Il padre della Serendipity. E di molto altro ancora.
È lui a indicare, con le sue teorie di medio raggio, un possibile punto di equilibrio tra l’astrattezza della teoria che tutto comprende e i limiti dell’empirismo fine a se stesso. A concettualizzare la differenza tra funzione manifesta, conseguenza visibile e attesa di un comportamento sociale, e funzione latente, conseguenza non prevista e non voluta (gli indiani Hopi danzano non solo per invocare la pioggia ma anche per cementare la coesione della tribù). A evidenziare le distorsioni nell’agire sociale determinate dallo scarto esistente tra la propria situazione e quella del contesto al quale si guarda (società, sistema culturale, gruppo, etc.). A dimostrare che in contesti sociali nei quali coloro che non «riescono» si scoprono «segnati» da questa loro supposta incapacità di ottenere successo, il comportamento deviante finisce col rappresentare una modificazione dei mezzi per raggiungere gli stessi fini propagandati dalla società. A definire la relazione tra numero di individui che prevedono un fatto sociale e si comportano di conseguenza e possibilità che quel fatto sociale si realizzi adempiendo alla profezia (profezia che si auto avvera). A rielaborare il concetto di Anomia.
Che dire ancora? Che l’uomo della serendipity è stato anche un signore colto, mite, gentile. Di quelli che non ce ne sarebbero mai abbastanza e che invece ce ne sono sempre meno.

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