A fratemo Enzo. Enakapata. Enzo Avitabile

NapoletanaCi siamo incontrati ieri sera a Napoli. Alla Feltrinelli Libri e Musica. Si parlava di libri e di gente con Cinzia e il mio amico Gianni Giannantonio, che dirige la “bottega” di Piazza dei Martiri. Non ricordo se è stato lui a dirmi dell’assegnazione del Premio Tenco a Enzo. Ricordo di aver pensato finalmente. Di aver aggiunto gliene manca almeno un altro. Quello di Salvamm’ ’o munn non poteva che essere suo. E invece.
Il nuovo disco si chiama Napoletana, canti e musica scritti nel cemento. Mentre chiacchiero con Gianni faccio un cenno di saluto. Ancora chiacchiere. Faccio in tempo ad essere  maleducato, senza volerlo of course,  ma ciò non basta a giustificarmi, con la mia amica Li, quando Enzo si avvicina. Ci abbracciamo. Mi chiede di Luca. Del libro. Tutto ok, gli dico. Aggiungo che si fa fatica a farlo “vivere” in giro per l’Italia. Che sto facendo un sacco di chilometri per promuoverlo. Bisogna stare sempre sul pezzo, mi dice. Un libro, come un disco, una volta fatto, non si può abbandonare.
Arriva il CD. Enzo se lo rigira tra le mani. Glielo chiedo. Me lo passa. Mentre mi allontano gli dico di non muoversi che lo pago, lo apro e mi ci mette la dedica. Lo sento dirmi aspetta, che te lo regalo. Mi volto. Sorrido. A me fa piacere quando gli amici comprano i miei libri. E anche quando lo regalo lo faccio solo se promettono che, se gli piace, lo regaleranno a loro volta. Quindi … vado e torno.
Enzo chiede un pennerello. Non c’è. Prova con la penna. Non va. Il suo produttore gli ricorda che hanno altri impegni. Non esiste. Ormai ’a pigliato ’a nziria. O pennerello, o pennerello. È Gianni a risolvere la questione. Enzo scrive: A fratemo Enzo. Enakapata. Poi lo firma. Poi mi guarda negli occhi. E mi dice vai a casa e ascoltalo da solo. In pace.
L’ho fatto. E vi assicuro che è stata un’emozione incredibile. È nà capata. Che dico, nù capatone.
Le canzoni sono bellissime. C’è magia. Poesia. Tradizione. Musica. Anima.
È Enzo Avitabile, gente. Cosa fate ancora qui a leggere. Andate a comprarlo.

p.s.
Ho scritto a Li una sentita mail di scuse. Quello che ho scritto naturalmente non ve lo dico.  Ma se per caso la incontrate non dimenticate di metterci una buona parola.

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