Enakapata di Matteo Arfanotti

by Matteo Arfanotti

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19 pensieri su “Enakapata di Matteo Arfanotti

  1. Dietro ogni uomo, si cela un estimatore della donna-geisha, ma non lo vuole ammettere e si nasconde dietro la maschera di Pulcinella…
    ;-)))))))))))))))))))))))))))))))))))

  2. Lo spirito del dono si basa su una triplice obbligazione: l’obbligo di dare, l’obbligo di ricevere, l’obbligo di ricambiare.

    Il dono è un circolo, è il filo che tesse la relazione, che costruisce l’amicizia, il legame sociale, perché “obbliga” nel tempo, ci rende costantemente e irrinunciabilmente dipendenti gli uni degli altri.

  3. Grazie di cuore a tutti! Ogni vostro commento (e gli splendidi versi di Santina e Maria!!!) arricchisce il dipinto e mi dona nuova linfa…. per altre nuove avventure. Grazie grazie grazie!

  4. A me piacciono le “contaminazioni”. Non è una brutta parola: viene dall’uso dei drammaturghi latini di inserire trame di derivazione greca. Da lì ha assunto altri significati, più estesi. Come il jazz fusion, come Battiato che rifà i Rolling Stones e i francesi. “Contaminare” vuol dire allargare il proprio orizzonte, uscire dal proprio campicello. Ed è quello che fa Enakapata, ed è quello che fa questo dipinto. Ecco perché mi piace.

  5. Vedete cosa ha sortito questo quadro!

    O’ sogno e’ Purecenella

    Into sogno, ppe ‘tramentè suonàv a caccavella
    m appare’ na uagliona bella.
    E’ Napule non era
    e’ uocchi na’ mandòrl aveva’.
    Allora’ dico a via soia:
    “Signurina, site bella assai
    comm o sol’ ru pais mie!
    A’ sentit sta canzòne?
    Afferràt sti parole?
    m’escen ra u core!”
    Essa e stese a mano
    e me sembrav e’ ca’ afferràss museca e parolè
    e me dicèss:
    “Putipù, putipù
    Purecenella si bellu pur tu!
    putipù, putipù
    st’ note song’ na’ catena
    non ce lascèremo chiù”
    Maria Paraggio

  6. Ti riporto quello che ti avevo scritto su Facebook perchè a Matteo era piaciuto: “A me sembrava un capolavoro già lo “schizzo” mi sembra incredibile che riesca a migliorare se stesso di giorno in giorno. Me gusta troppo muchissimo”.

  7. Pulecenella sussurra alla gheisha:

    “Scinne cu ‘mme
    nfonno o mare a truva’
    chillo ca nun tenimmo acca’
    vieni cu mme
    e accumincia a capi’
    comme e’ inutile sta’ luntane!

    e poi …t’accumpagno vico vico
    sulo a tte ca si’ ‘n amica
    e te porto pe’ ‘e quartiere
    addo’ ‘o sole nun se vede
    ma se vede tutto ‘o riesto
    e s’arapeno ‘e ffeneste
    e capisce comm’e’ bella
    ‘a citta’ ‘e Pulecenella

    Fantastica visione, grazie Matteo illumini a casa i tutti quanti !

  8. Pulcinella e la geisha hanno qualcosa in comune nella loro stessa definizione. Infatti Pulcinella è la maschera di Napoli per eccellenza e maschera in latino corrisponde a persona cioè maschera da tragedia, usata nel teatro dell’arte. La parola geisha è composta da due parti: gei che significa arte e sha che significa persona = persona d’arte, artista. Questi due personaggi sono uniti idealmente, nel dipinto, a mio parere ,sia dal significato intrinseco della stessa parola sia dal sole, elemento amato da entrambe le civiltà, amore contenuto nel DNA. Popoli di tradizioni e dalle mille risorse.

  9. Lo trovo molto bello e pieno di messaggini non troppo nascosti, è vero che la giapponesina sta sopra, ma tutto parte dal nostro Pulcinella, dal suo strumento, dal suo cappello , la sua luna imbianca ed illumina tutta la scena…..
    Matteo sei veramente bravo!!
    Vincenzo non farti fregare , questo quadro è tuo!!!! ti spetta!!!!

  10. non mi piace o’ presepe!
    pulcinella che lega il suo dna ad una giapponesina poi!!!!!!!!!!!!ma non sarà la famosa giapponesina del mercante in fiera che ci intossica le migliori serate natalizie?
    e poi la giapponesina in alto che sovrasta il nostro pulcinella,così proprio non va……………..

  11. E’ vero che Enakapata l’hai scritto tu (con Luca) e che il dipinto è per te ma nella casa tua tua non può entrare il mondo intero! Una simile meraviglia deve essere patrimonio dell’umanità!

  12. Per me VIBRA.
    La vibrazione è il messaggero universale; trasporta ovunque, da Napoli a Tokyo, il suo messaggio, anch’esso universale, ma misterioso: da scoprire, da cercare. Pulcinella suona la caccavella, la musica prende forma in frequenze di energia che partono dal manico e vanno a creare la doppia elica: la vita. Il mistero della vibrazione s’intreccia con il segreto della vita, e della morte, che appaiono nel cerchio mezzo rilucente e mezzo scuro. La chiocciola del web è il tessuto che tutto e tutti connette, è la trama dove le vibrazioni risuonano e creano.

  13. se cito il galaxy express 999 riparte la storia dei cartoni d’antan ?
    questa l’impressione guardando quell’elica di dna che permette a pulcinella di trovare butterfly. un magico filo d’arianna attraverso un viaggio, il viaggio.
    la locandina di un film … si enakapata non è come la fenice, è la fenice, è pandora, enakapata è, signori signore il logo !

  14. Vincé, secondo me a casa mia starebbe una favola! poi te lo faccio venire a vedere di tanto in tanto, nun te preoccupà!!! heeheheheh
    davvero meraviglioso, complimenti a Matteo!

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