la Costituzione é ‘na capata

2 giugno. Storia. Costituzione. Lavoro. Diritti. Democrazia. Libertà. Futuro.
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! […] Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica. […] In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie
”.
Il discorso, famosissimo, di Piero Calamandrei, è rivolto agli studenti milanesi. L’anno è il 1955. Ogni volta che lo rileggo penso “come vorrei che ci fossero ancora uomini capaci di dire parole così belle”. Ogni volta mi dico che non basta. Che la necessità di meritarsela, giorno dopo giorno, la nostra Costituzione e la nostra democrazia, è sempre attuale. Quest’anno ho deciso di dirlo ancora più forte. E mi farebbe davvero piacere dirlo assieme a voi. Come si fa lo sapete.

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4 pensieri su “la Costituzione é ‘na capata

  1. ho letto adesso, allergica come sono alle commemorazioni.
    mio marito guarda la parata, se è a casa non si sgarra, sono i ricordi di quando è stato soldato attivo.
    mio figlio di 3 anni è stato fino a pochi minuti fa sul tavolo a battere i piedi cantando il pezzetto dell’inno d’italia imparato dai fratelli.
    che dire? SEMPER SPEREM

  2. Come immaginavo…classi diverse reazioni diverse!
    Ho una prima classe con ragazzini svegli e curiosi, dopo aver ascoltato con attenzione la lettura del discorso di Calamaandrei, la prima domanda è stata
    “noi cosa possiamo fare?”, con quegli occhi che chiedevano consigli , è stato bellissimo sentire questo interesse, poi tutti insieme a parlare tra loro chiedere, voglia di capire, di sapere, insomma un po’ di baccano, ma che bel baccano…..!!! Manco a dirlo è passata tutta l’ora parlando di regole da rispettare in tutti i campi , ma soprattutto da applicare in prima persona : casco , sigarette,rispetto, puntualità …..studio….
    Ho anche una seconda, di gente un po’ “scafata” e con ben altri interessi, ragazzi molto più disinteressati , anche loro hanno ascoltato con una certa attenzione ma il commento finale è stato “anche se ci interessiamo…non cambia niente!” senza entusiasmo e disillusi, di già a 16-17 anni….
    Ho cercato di coinvolgerli portando il discorso sui problemi della scuola, e lì un po’ si sono svegliati, ed è cominciata una discussione che li ha coinvolti…
    Secondo me la differenza la fa un po’ le esperienze che hanno già avuto ed anche la brutta aria di rassegnazione che si respira, si rifugiano nell’ascolto di programmi idioti non seguono un TG , nessuno di loro ne aveva visto uno ieri sera, non cattiva informazione….nessuna informazione!!!!
    Ma i genitori, cosi presenti per contestare un 5 al posto di un 6, che fanno???
    I figli non sono carote, non crescono da soli!!!!
    Ma forse da genitori carote…..figli carote!!!!

  3. La costituzione é na capata ma non per i partiti.

    Il fascismo ahimè non è stato vinto nel ’45. Giustiziati Mussolini a qualche gerarca, la macchina del regime si è rimessa in moto quasi subito, a volte tale e quale: stessi enti, stessi dirigenti, stessi ex gerarchi, stessi numeri di telefono; membri dell’Ovra passati pari pari all’Ufficio Affari Riservati, procedure amministrative conserevate intatte, uffici, regole e regolamenti, tutto uguale, corruzione, clientelismo, abusi di potere, stesso modo di agire. La nostra Costituzione repubblicana è durata appena qualche anno e subito calpestata, a partire dai primi anni 50, dai nuovi fascisti, dal fascismo della partitocrazia, ingorda, fagocitatrice di denaro pubblico, che ha riproposto la forma del “partito-stato” imposta dal fascismo a quella dei partiti-stato. Quegli uomini che hanno fatto la Costutuzione ci misero anche in guardia, Calamandrei, Ernesto Rossi, i fratelli Rosselli, Colorni e poi ancora, più tardi, gli intellettuali come Scascia e Pasolini. Oggi tocca alla cronaca dacci la conferma di tutto questo (di oggi scandalo Finmeccanica….)

    Qualche esempio di come la Costituzione sia stata calpestata da sin dall’inizio

    1) la mancata abrogazione della legislazione fascista che rimarrà in vigore per decenni a partire dal 1 gennaio del 1948.

    2) la mancata attuazione delle Regioni e dei loro consigli così come previsto nella Costituzione. Si dovrà attendere il 1970 prima che ai cittadini sarà permesso di esercitare il diritto costituzionale del 1948 di eleggere i proprio consigli regionali. La struttra della stato disegnata dai padri costituenti ci metterà 22 anni dalla caduta del fascismo a prendere forma

    3) Il Referendum popolare abrogativo, è un istituto previsto e fortemente sostenuto da grande parte dei costituenti, ma per la legge applicativa si dovrà aspettare fino al 1970. Anche in questo caso per 22 anni viene sottratto illegalmente ai cittadini un istituto di democrazia e controllo.

    4) La Corte Costituzionale, ossia l’organo che deve vigilare sul rispetto della costituzione repubblicana e sulla costituzionalità delle leggi, e quindi anche della soluzione con la precedente legislazione fascista, viene istituito nel 1956 ossia 8 anni dopo la promulgazione della costituzione.

    5) L’ Articolo. 49 della Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” Per i partiti la Costituzione impone il “metodo democratico” come condizione essenziale per la loro esistenza, ma tale imperativo – in mancanza di una legge attuativa – è rovesciato in pratica nel suo contrario, per le mancate garanzie accordate, all’interno dei partiti, ai diritti fondamentali previsti dalla Costituzione stessa

    6) Nel momento in cui i partiti inseriscono nel proprio statuto il divieto di iscrizione ad altre formazioni politiche, di fatto eliminano il diritto costituzionale alla libertà di associazione

    7) leggi elettorali che consentono alle oligarchie di partito di nominare i candidati che saranno eletti grazie a liste bloccate senza preferenze. Contemplando la compatibilità di incarichi istituzionali con incarichi di responsabilità politica nel partito, inoltre, i partiti portano gli eletti a rispondere innanzi tutto al partito prima ancora che al popolo elettore, disattendendo così quanto stabilito dall’articolo 67 della Costituzione che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

    8) L’articolo 64 della Costituzione afferma che le sedute del Parlamento “sono pubbliche”, ma nella realtà dei fatti il precetto costituzionale rimane lettera morta per decenni, fino al 1976 quando Radio Radicale inizierà a trasmettere senza autorizzazione e rubando il segnale interno i dibattiti delle camere.

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