Appocundria

E’ un pò di giorni che continuo a pensare che mi piacerebbe scomparire per un pò, non solo da Piazza Enakapata e da Facebook, scomparire in generale, vorrei essere un prestigiatore tipo David Copperfield ma non come Nando Paone in “E fuori nevica” che lui non riesce a scomparire davvero e poi sappiamo come va a finire.
La cosa che mi preoccupa di più è che nel frattempo continuo a mettere in cantiere idee, progetti, appuntamenti, ancora non deve uscire il numero de Il Mese e poi dei Quaderni con l’intervista a Rifkin che già sto mettendo in pista l’intervista a Sennett. E poi ci sono i libri su cui sto lavorando, e sì, cari @amici e amici, vicini e lontani, ci saranno sorprese nei prossimi mesi, che dico, settimane, e poi c’è c’è la Fondazione, e poi l’università, e poi la serendipity, e poi la ricerca sul fare artigiano e poi quella su Sud e classi dirigenti.
Voi dite che è troppo? Io dico che la mia vita è stata più o meno sempre questa, che non conosco un altro “mio” modo di essere. Mi sono sempre detto “non ce la faccio”. Mi sono sempre risposto “in qualche modo farò”. E così è stato.
Adesso è diverso. Perché adesso lo so che ce la faccio, nel senso che l’ho imparato. E’ che non ho voglia di farcela. Non mi dice niente. Mah, prima o poi passa. Magari sono i 55 anni che compio sabato, ogni tanto me lo fa. Quando ho compiuto 30 anni è stata una tragedia, poi tutto tranquillo, a 40 come a 50 anni. Sono trascorsi 25 anni, saranno le nozze d’argento d’ “appocundria”. Mah, speriamo. Comunque se è qualcosa vi tengo aggiornati.

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9 pensieri su “Appocundria

  1. Hai ragione, se non hai voglia di farcela non lo fare!
    Anche io ultimamente non ho voglia di essere più forte, intraprendente, sorridente, tranquilla, disponibile insomma non voglio più fare wonder woman!
    Il fatto è che tra pochi giorni andrò nuovamente sotto i ferri e non mi piace. Il bastardo che è stato estirpato da mani poco esperte mi costringe ad aggiustamenti. Non ho voglia di farcela, di far finta che affronterò anche questa con coraggio e senza lamentarmi.
    Voglio lamentarmi, piangere, dimostrare il mio sconforto, fregarmene di nascondere il dolore per non dispiacere gli altri. Non è giusto e lo voglio gridare.
    Voglio dire che ho paura….degli aghi, di quella maledetta epidurale che mi costringe ad ascoltare ogni rumore, ad annusare ogni odore, a sentire ogni commento.
    Voglio essere stanca e non ci voglio andare.
    Che dici Vincenzo…..ce la facciamo passare o ricominciamo a correrre?

    • Cara Deborah,
      non ti curare degli altri, però curati di te e per far questo non devi agevolare il bastardo. Lui gode del tuo inutile (a te) sconforto e diventa più forte. Affrontarlo debole e perdente non ti servirà a nulla, la voglia di non farcela e di lamentarti è l’arma più forte in mano sua, la sua l’arma segreta, invisibile.
      A volte non c’è peggior nemico di se stessi
      Ti abbraccio

      • Grazie Adriano.
        Ho vinto io, il bastardo non c’è più ma ha lasciato una ragnatela di rughe nell’anima e…………non ho ancora fatto il lifting!!!
        Ce la farò anche stavolta!
        Abbraccio.

  2. fa quello che dice il tuo deamon. Se lui vuole uscire da FB, esci; se lui non vuole fare l’intervista a Sennet, non la fare. Ma se scopri che invece è il puffo-conservatore-cagasotto-rematorecontro che ti dice tutte queste cose allora non seguirlo.
    Coltiva te stesso; coltiva il tuo genio; fa quello che dice lui e null’altro

  3. Questa è una fattura, telefonate a maga Melissa il numero lo sapete.
    A parte scherzi oggi come stai? Dici che capita spesso. Ti capita per caso sempre nello stesso periodo dell’anno, cioè sul far dell’autunno? Fammi sapere
    Giancarlo

  4. A me viene in Estate, e ci riesco ….a non fare niente!!!!
    E’ il mio modo per ricaricare le batterie in vista del nuovo anno scolastico, ma la cosa strana è che sono più stanca in estate che durante l’anno scolastico, quando mi divido tra figli , genitori, scuola, casa, amici e parenti….e ci metto dentro anche cineclub, teatro, hobby vari e assortiti…
    Mi lamento qualche volta, ma in fondo ci sto così bene!!!!!
    Si è vivi quando il piatto della bilancia che ha progetti pesa di più di quello che ha ricordi!!!

  5. Quella di scomparire, di essere “altro” per qualche giorno, prende tutti. Io, che generalmente sono “collegato” quotidianamente, lo scorso anno sono stato 5 giorni a Roma senza telefono, senza computer, senza niente di niente, solo una camera, la mia Nikon, la mia mappa e gli amici alpini con i quali sono andato all’adunata nazionale di Latina. Niente Facebook, niente blog (che comodità la pubblicazione automatica dei post, nessuno se ne è accorto), niente posta elettronica. Non ho avuto nessuna crisi di astinenza, nessun rimpianto: solo una grande serenità, una consapevolezza che posso prendermi il mio tempo ogni volta che voglio. Sono tornato disintossicato, allegro, gli occhi pieni dei monumenti che ho visitato. E con nuovo vigore ho ripreso la vita di tutti i giorni. Mi sa che un giorno o l’altro lo rifaccio…

    A proposito, qui da noi si dice “pecundria”, ma è la stessa cosa 🙂

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