Le nostre rughe ce le siamo guadagnate

Il titolo non è mio, è del mio amico Luigi Santoro. Sì, proprio quello che a fine agosto è passato a T1, come ha scritto Adriano Parracciani (ricordate? T0 vita, T1 morte), e ancora mi manca e mi mancherà sempre. Credo fosse il 1996 o il 1997, i miei amici del sindacato pensionati mi avevano chiesto di aiutarli a fare il sito web e io cercavo un titolo. Ne parlai con tanti che mi diedero tante belle idee ma fu lui a fulminarmi, come del resto accadeva spesso.
Sono passati un pò di anni, e un giorno leggo in un bel libro di James Hillman (La forza del carattere, Adelphi) che la grande Anna Magnani, durante la lavorazione di un film, aveva detto al suo truccatore “mi raccomando, non toccare le mie rughe, me le sono guadagnate una a una”.
Sono passati altri anni ancora e in un Liceo di Reggio Emilia, dopo aver visto il bel film di Carlo Lizzani e Francesca Del Sette, Giuseppe Di Vittorio, Voci di ieri e di oggi, con tutte quelle belle facce segnate dalla fatica e dal sole, ho raccontato ai circa 200 ragazzi  dai 16-18 anni presenti di Luigi Santoro e di James Hillman, di Anna Magnani e dei contadini di Cerignola, di come quelle facce fossero singolari, espressive, uniche e di come invece oggi, nell’era del lifting sfrenato e dei 70enni che giocano a fare i 20enni, le facce sono intercambiali, di plastica, nel senso che potrebbero appartenere all’uno o all’altro senza che ci sia molta differenza. So che ci crederete, ma vi assicuro lo stesso che da quei ragazzi ho ricevuto uno dei più bei applausi della mia vita.
Adesso ci si è messo Giacarlo Iorio, con le sue belle foto intotolate rughe, come faceva a non venirmi l’idea. Quale idea? Quella del concorso “Le nostre rughe ce le siamo guadagnate”.

INVIATE LE VOSTRE FOTO, IMMAGINI, DISEGNI, POESIE, NON IMPORTA IL VALORE ARTISTICO IMPORTA IL CONTENUTO, CHE ABBIANO COME SOGGETTO LE RUGHE.
LE VOSTRE RUGHE, QUELLE DELLE VOSTRE AMICHE O DEI VOSTRI AMICI, QUELLE DELLE PERSONE CHE INCONTRATE PER STRADA, QUELLE DEL VOSTRO CANE O DEL CANE DEL VOSTRO VICINO O DI QUALUNQUE ALTRO ANIMALE, QUELLE DELLA TERRA, QUELLE DEL SOLE E DELLA LUNA, INSOMMA QUELLE CHE VI PARE PURCHE’ SIANO RUGHE, SOLCHI, IMPRONTE, SEGNI.

I tre vincitori riceveranno in regalo una t-shirt nera con su stampato il quadro dedicato a Enakapata di Matteo Arfanotti e una copia del libro Uno, ddoje, tre e quattro, in uscita a novembre di quest’anno e per ora non posso dirvi di più.

Come decideremo i vincitori non lo so ancora, ma questo non mi sembra importante. Voi cominciate a spedire le vostre foto e a invitare i vostri amici a partecipare, al resto ci pensiamo via facendo.
Buona partecipazione.

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40 pensieri su “Le nostre rughe ce le siamo guadagnate

  1. … mi alleno eccome! ma anche involontariamente sorrrrrrido quando incontro la gente!
    Il sorriso è come la crema del caffè: è contagioso!
    Si spande come un solco di profumo e segna il passaggio dal buio alla luce.

  2. Cara Concetta, hai perfettamente ragione tu! Conosco settantenni, ottantenni più vitali e gioiosi di molti ventenni!
    La ” vecchiaia” è uno stato d’animo e le rughette sul viso, sono anche molto attraenti per me, in specialm modo sul viso di uomini dalla quarantina in su. L’uomo con la rughetta e brizzolato alla Clooney beh….è tutta un’altra storia.
    Ruga = fascino dell’esperienza! 🙂

    • Ruga=tristezza d’animo, ne vogliamo parlare????

      Perchè nasce una ruga????

      LE RUGHE: si formano con l’avanzare dell’età e iniziano a comparire già successivamente i 25 anni di età e sono solchi che si formano in alcune parti del corpo, nelle quali il rivestimento cutaneo è sottoposto a continue sollecitazioni da parte dei sottostanti gruppi muscolari, come ad esempio avviene sulle mani o nel viso – muscoli facciali, sotto le palpebre, ai lati della bocca e sopra le labbra, sulla fronte e vicino al naso. Le rughe coinvolgono la pelle: derma, epidermide.

      Le rughe si possono suddividere in rughe di sensescenza e rughe di espressione.

      Le rughe di senescenza si manifestano sulla pelle con il naturale andamento dell’età perdendo l’elasticità e la compattezza naturale – spesso perché la pelle non viene ben idratata e si stria e si secca, in pratica c’è l’invecchiamento cellulare della pelle e della cute.

      Le rughe di espressione si manifestano su un’epidermide relativamente giovane e comunque non influenzata dalle rughe di senescenza.

      Con il tempo infatti le rughe si accentuano fino al derma ovvero la struttura di sostegno della pelle, quella parte più profonda della pelle e quindi la perdita di elasticità della pelle tende a fare formare questo tipo di ruga profonda e marcata di circa 0,005 millimetri di profondità: ben visibile ad occhio nudo e ancora meglio con una semplice lente di ingrandimento.

      A ciò si associa, oltre ad un invecchiamento precoce della pelle, un afflosciamento delle guance e un’alterazione delle fibre elastiche.

      Le rughe di espressione spesso sono identificabili come segno di ansia, preoccupazioni, forti emozioni, choc, momenti negativi.

      Una ginnastica dei muscoli della faccia sono una forma di contrasto per le rughe sia per un lieve riassorbimento per eliminare le rughe e sia per prevenire le rughe. Alcuni esercizi della muscolatura facciale possono effettuarsi gonfiando l’aria a bocca chiusa al fine di distendere le labbra e la parte intorno alla bocca spesso ricca di più di una ruga.

      Sintetizzando il tutto: siate persone gioiose, lasciate perdere i musi lunghi e fatevi na bella risata, che è la miglior ginnastica facciale al mondo.

      Con una risata riuscite a far muovere più muscoli facciali che con un pianto ;)))

      • ..Caspita! Informerò coloro che mi dicono che avrò precocemente problemi di rughe perchè sorrido e rido spesso! Brava Feli com faccio a non adorarti!:)

      • infatti Fiorè, non adorarmi, sono solo una povera mortale….aggiungo solo una cosa a tutto ciò che ho detto prima; i chili di troppo nascondono meglio le rughe e chi ha chili di troppo sa bene i pianti che si è fatto ;))))))

  3. La discussione si è fatta interessante, però l’associazione rughe=vecchiaia non mi sta bene, le rughe sono solo esteriori , la vecchiaia può essere anche uno stato d’animo.
    Conosco persone con tante rughe e “giovani”, con tanti progetti , con la curiosità di cose sempre nuove, come dice Stefania, con la voglia di giocaree; altri anche senza rughe ed anagraficamente più poccoli già vecchi dentro….spenti…
    Avevo uno zio ultanovantenne, che negli ultimi anni non potendo uscire da casa spesso ,come avrebbe voluto, si è fatto spiegare da figli e nipoti ,scettici ed increduli, come si usa il computer ed anche come si andava su internet, non l’ha fermato più nessuno, a chi gli chiedeva come stava rispondeva “Non esco quasi più, ma navigo…navigo….” lasciando tutti a bocca aperta!!!!
    E accettiamole ‘ste benedette rughe , certo anche mimetizzandole un pochino, contenti di vivere come ragazzini….

  4. Le rughe, i capelli bianchi, la pelle secca, la muscolatura flaccida e altro ancora, sono i segni tangibili del tempo che passa. Devo ammettere che non mi piacciono e lotto terribilmente per ridurli, celarli, confonderli, ma non ho un brutto rapporto con la mia età, me ne frego e la sbandiero. Abbiamo un bel dire, che abbiamo l’esperienza, la maturità, la saggezza; quando ci guardiamo allo specchio, questo ci riporta un’immagine di noi, che alle volte fatichiamo ad accettare, perché abbiamo ancora in memoria quello che eravamo. Tuttavia lo spirito è ciò che ci salva: possiamo continuare a giocare, a meravigliarci, ad incuriosirci, come i più giovani. Dobbiamo astenerci dall’elargire troppi giudizi, rinvangare il buon tempo passato, scandalizzarci per le mode presenti, in pratica non dobbiamo diventare brontoloni, sprezzanti, moralisti. Dobbiamo dunque restare all’interno delle novità … e chi più di noi, che ci sollazziamo in Facebook, come dei liceali può riuscirci???????

  5. La ruga

    Quale donna non si è ritratta dallo specchio con angoscia nello scoprire un solco più profondo o nuove zampe di gallina intorno agli occhi?
    Quale donna non ha disteso le gote per ricordare un volto che non riconosce più come proprio?
    Davanti alle rughe l’emotività fa pensare alla vecchiaia, alla sofferenza all’emarginazione, alla morte, in contrapposizione ad un mondo dinamico e vincente. E’ difficile accettare la ruga anche quando la poesia la sublima. Tutti vorremmo guadagnarci una medaglia sul campo senza pagare un prezzo così alto.
    Solo la razionalità e un vissuto carico di valori, ti consentono di fuggire “l’appucundria” e dare faticosamente un senso al solco scavato nel derma.
    Solo la razionalità, permettendoti di riconoscerti come persona unica e irripetibile, ti aiuta a emanciparti da una società che inneggia all’apparire più che all’essere e al chirurgo estetico che rende le sue pazienti tutte “belle”, omologate e griffate.

  6. Capito.
    Grazie Adriano.
    Mi piace il concetto di integrazione. Per il corpo vado già in palestra, se voglio essere la mente, se voglio essere il cambiamento devo cominciare da subito una specie di allenamento mentale per cercare di superare la mia dicotomia interiorità-esteriorità. Impresa immane, ci metterò degli anni, però se sarò fortunata come la mia mamma a cui le rughe sono arrivate intorno ai 60, penso di farcela.
    🙂

  7. Grazia ha ovviamente ragione quando dice che le rughe non significano maturità; forse esperienza è più applicabile se intesa soltanto come maggior tempo di vita. Diciamo che abbiamo puntato su un certo simbolismo, ma ovviamente si possono fare altre associazioni. Ruga come espressione di decrepito, trascurato, mal gestito, fatiscente ecc..

    E’ il problema delle dicotomie: liscio-grezzo; giovane-vecchio, antico-moderno e così via. A mio avviso non si può pensare che una prevalga l’altra o che una sia scelta al posto dell’altra, bisogna saperle superare le dicotomie, con una visione terza che le sappia includere, integrare.
    La non accettazione del corpo che cambia è un atteggiamento tipico e maggioritario; penso provenga in buona parte dal fatto che si è incapaci culturalmente a convivere con il cambiamento, ed in piccola parte dal rifiuto l’idea della morte che associamo alla vecchiaia.
    E’ un percorso intellettuale ed intimo quello che ci permette non solo di accettare il cambiamento ma di esserne parte. Questo è il segreto: essere il cambiamento. Se sei il cambiamento, sei anche il corpo che cambia.
    Certo il corpo degrada, decade, decrepita. Ma come dice Rita Levi Montalcini che di rughe se ne intende: “Il corpo faccia quello che vuole, io sono la mente” Capito Grazia ?? :-))))

  8. Non sarò saggia.
    Non sono pronta per le rughe e non so se lo sarò mai. Ho terrore dell’anestesia e del bisturi, oggi non permetterei ad un chirurgo estetico di toccarmi anche solo l’unghia di un dito mignolo, ma quando le rughe saranno evidenti sarò lacerata dal dilemma : “che faccio, me le tengo o intervengo?”
    Vanità? Si, ma non solo. Oggi a 46 anni ho lo stesso spirito di quando ne avevo 30 e l’immagine che vedo nello specchio non corrisponde. Se ‘dentro’ continuerò ad invecchiare più lentamente rispetto a ‘fuori’ come riuscirò a colmare la differenza?
    Dite che le rughe indicano esperienza e maturità ma non ne sono molto convinta. Mi sembra più un ingiustizia della natura, si può essere grandi uomini a quarant’ anni e perfetti imbecilli a settanta, quindi si potrebbe benissimo invecchiare e mantenere la pelle liscia perchè non sono le rughe a dire che tipo di persona sei o come hai vissuto.

  9. beh io sono ancora piccola per avere dei solchi chiamati rughe sul mio viso ma di sicuro quando li avrò non mi farò nessuna operazioni x rimuovermi perchè tengo a me stessa e alla mia faccia cosi come sono……ciò che non capisco anche se mi sforzo di farlo è la stupidità di alcune persone che solo per non mostrarsi come sono realmente per paura dei giudizi altrui riccorrano a operazioni e farmaci per sembrare più giovani ma io dico a cosa serve ognuno ha la sua bellezza che si interna o esterna tutti siamo belli a nostro modo e per me ricorrere a tutto ciò per sembrare più giovani è solo una perdita di tempo noi siamo belli a nostro modo ognuno possiede una parte bellissima fantastica …….

  10. Belle le rughe di ognuno
    se non ci fossero
    saremmo pezzi marmorei
    levigati e piastrellati
    Ogni ghirigoro accennato
    è uno scorcio di risata
    un bacio sussurrato
    un dolore affumicato
    un passaggio di arcobaleni
    un ritorno atteso
    un abbandono
    una richiesta
    un’attesa!

  11. Gelsomina Ranucci su Facebook:
    Ma questo intreccio di idee sui segni della vita che passa è bellissimo!
    io le rughe le odio….insomma non le vorrei!vorrei vivere tutta la mia vita,tutte le esperienze, tutti i giorni che mi sono stati assegnati ma senza solchi nasolabiali… zampe di gallina etc.etc ma non ricorrerei alla chirurgia mi sentirei ridicola il che è peggio!!!Devo sperare di invecchiare bene ,come la mia nonna che ad 86 anni aveva un viso ancora bellissimo e luminoso e non ha mai usato 1 crema in vita sua!Grazie per l’invito al tenero ricordo…….buonanotte

  12. E’ proprio vero, anche le rughe vanno guadagnate.
    Mio nonno di rughe ne aveva davvero tante, aveva vissuto due guerre, la prima da bambino, la seconda da uomo.
    Sul viso portava i segni di una vita vissuta in pieno. Iniziata ancor prima della nascita del piccolo schermo, quando le giornate erano scandite solo dall’alternarsi del giorno e della notte.
    Altri tempi quelli, non li ho vissuti in prima persona ma potevo riviverli con lui ogni volta che volevo. Si sedeva sulla sdraio, nel terrazzo di casa sua e guardando la semina germogliare, soddisfatto del lavoro fatto al mattino, mi raccontava per ore le sue storie di vita, tutt’altro che noiose.
    Mi raccontava di suo fratello Pasqualino appena diciottenne morto in Russia per congelamento e del “rubare per fame non è peccato”. Delle razioni di pane distribuite alle famiglie durante la guerra. Del perché si diceva “con Mussolini si stava meglio”. Credo che la passione per la storia me l’abbia trasmessa lui stesso.
    Penso che dietro le rughe si nasconda il più delle volte un patrimonio inestimabile di storia e di cultura; un’altra epoca, che se solo ci decidessimo ad ascoltare potrebbe imprimersi nelle nostre menti, cambiare radicalmente il nostro approccio alla vita e insegnarci a guardare con occhi diversi la politica e la storia attuale.

  13. Quando mia madre ebbe riempito il mio zaino di responsabilità,mi accorsi che c’erano amore per mia figlia,affetto per i miei fratelli e tanta pazienza per mio padre.
    La guardai ancora una volta,ma era giovane e non aveva rughe,anzi un viso ancora giovanile……………
    Mi sono consolata pensando che nessuno le aveva disegnato un volto da vecchia,e quindi per lei non era più tempo di stare con noi.
    Oggi,penso che se sul suo volto avessi potutio spargere una ruga vicino agli occhi,una sulla fronte e qualcun’altra sul suo collo,sarebbe stato diverso per me…………..

  14. Sono in un’età in cui le rughe iniziano ad essere presenti in modo tangibile.
    Niente da fare, per ora non mi piacciono proprio…attendo tempi migliori, quando l’autoconvincimento avrà la meglio sulla stizza :-))

  15. G. 26 febbraio 1988, questa è la data precisa del giorno in cui ho comprato per la prima volta una crema “antirughe”…..
    Compivo 30 anni…..ero già “grande”…..
    Ricordo che appena sveglia, baci auguri vari ed assortiti….e prendo questa saggia decisione, vado alla Rinascente, reparto profumeria, marca ovviamente francese ( si sa sono le più chic!!!! ) e mi compro una necessaria crema “antirughe”, ormai…., è bene pensarci in tempo…non voglio certo sembrare più vecchia….dopo che vengono non vanno più via….e se poi non piaccio più….
    Questi più o meno i pensieri che mi frullavano in testa!!!!!!
    Non siate troppo severi….ero “piccola” ero giovane…
    posso dire a mia discolpa che non compro più “antirughe” da tanti anni, non mi servono più, adesso quelle che ho me le tengo, mi danno sicurezza , mi fanno sentire bene.
    Abbiamo , credo, tutti paura di invecchiare, ma forse non è solo per quello che si fa fatica a digerire questi segnetti che ci disegna il tempo sul viso, ho 52 anni e la “moda” corrente mi permette di vestire ancora con un abbigliamento , che mia madre mai avrebbe indossato a questa età, il problema secondo me sta qui, non c’è corrispondenza tra il viso e quello che indossiamo.
    Per questo si cerca di rimanere sempre belli “tirati” senza segni che possono rivelare l’età.
    Per accettare il mio tempo che passa non mi servono più cosmetici, mi serve l’amore per i miei, per il lavoro che faccio, per gli amici, e per tante altre cose….

  16. Fregi di verità

    Pare arata la fronte!
    Mutate son pure le gote
    nel rotolar del tempo!
    Scorrono i giorni,
    mai su prevedibili itinerari.
    Rughe, sentieri di anni in fuga
    si snodano sul viso,
    fregi di verità non raccontate,
    storie d’armi e d’amor temerari!
    Maria Paraggio

  17. RUGHE

    Strade incise dal tempo sul tuo volto
    – ogni ruga un dolore o un’emozione.
    Non credere a chi dice che sei vecchia:
    sono la mappa dei giorni vissuti.

    Vi leggo la prima volta che il cielo
    si squarciò sul tuo capo o quando andasti
    stanca incontro alla tua pena di donna.

    Vi leggo la gioia del primo amore
    e il sorriso davanti a quel tramonto
    che ti riconciliò con il tuo essere.

    Amo tutto di te, amo ogni ruga…

  18. la ruga
    non ti da via di fuga
    non nascondere la tua età
    gli altri non ne hanno pietà
    con orgoglio mostra il tuo viso
    e ogni tanto fa un sorriso
    degli altri che t’importa
    la tua pelle non è morta
    mostra solo la tua vita
    che delle esperienze si è arricchita!

  19. Mia madre è bella, bellissima secondo me. A quasi 58 anni sembra ancora una ragazza, i segni di una vita complessa li porta quasi tutti dentro, sul viso e sul corpo ce ne sono ben pochi. Una sola ruga è veramente visibile, veramente profonda, veramente scritta sul suo collo. Se la porta dietro da 30 anni, da quando aveva 27 anni, in ricordo della notte in cui mi ha dato la vita. Non potrò mai essere grata abbastanza a quella ruga…

  20. una ruga è un sorriso che ti spinge ad affrontare la giornata
    una ruga è un dolore che il cuore e la mente non riescono più a portare
    una ruga è il tempo che ti accarezza
    una ruga è una domanda che non riesci a dire con le parole
    una ruga come le ferite della terra incisa
    una ruga è un’onda che corre verso la terra
    una ruga è una vena che risale stanca
    una ruga è la paura più facile da cancellare se non ti ami

  21. Racconto breve di Carmela Talamo
    Dopo l’operazione, dopo la terapia, la dottoressa le disse: “Stai tranquilla, con due infiltrazioni cancelleremo quella brutta ruga dal collo, così potrai dimenticare tutto”.
    “No no no” – rispose lei – “questa qua sta e qua deve restare. Ogni volta che mi guardo allo specchio voglio guardarla diritta negli occhi. Non si deve mai scordare che comando sempre io”
    P.S. Voglio quel libro.

  22. “La verità si raggiunge per sottrazione, dal blocco di marmo va rimosso il superfluo perché affiori la figura, quelle che erano espressioni pian piano diventano la scultura stessa dell’anima, latitudine e longitudine dei nostri pensieri, linee di rotte abituali sulla fronte, intorno alla bocca, agli occhi. Alla fine ciascuno troverà le rughe che ha meritato, i solchi che la mente ha percorso, e il vero essere gli si dipingerà sulla faccia.
    Non consentirò a un chirurgo plastico di violarmi, conservi la pelle il segno di ogni rimpianto, di ogni frustata, detesto che il passato svanisca, gli anni compiano il loro dovere, sarà il tempo l’unico giudice. Allora nel volto affiorerà il verdetto, e rivelerà la mia identità.
    (CESARE CUSCIANNA, LA MALERBA (131)

    Questa ovviamente è fuori concorso, ho voluto citarla perché è una delle più belle riflessioni sulle rughe che io abbia mai letto…è molto vera e la sento mia!!

      • I Rimedi della Vecchiaia

        diceva l’occhio destro ad una ruga
        che se ne stava accasciata sulla fronte
        – io non ci vedo più di tanto bene
        per cui la mia Nannina quando ‘a guardo
        me pare avere ancora
        ‘a pelle liscia de ‘na perzechella fresca e rosa
        perciò non ti inquietare più di tanto
        perchè pure essa ormai ci vede poco.

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