Fia e Pia

La scoperta di Fia e Pia la debbo a Gaetano, il terzo dei Moretti Brothers, il più bello dei maschi, quello nato negli ultimi giorni dell’anno di grazia 1962 mentre Nunzia non era ancora nata e io e Antonio stavamo facendo una partita di pallone se così si può chiamare la corsa di una decina di ragazzini e l’ansimare bavoso di un mastino napoletano appresso a un pallone in un campo da gioco regolamentare, quello del Secondigliano, porte da 7 metri a distanza di 100, sì insomma proprio quello dove i genitori dei nostri amici, i padroni del cane, facevano da guardiani.
Gaetano combatte con successo da un paio d’anni con la sua salute, il suo è uno di quei combattimenti così tosti che tu non hai bisogno di volergli un mare di bene e anche di più per dire “vaffanculo” alla vita e al senso, che tante volte veramente il senso non ce l’ha, ma tanto lui è indistruttibile, un artigiano straordinario, dal legno al ferro le cose nelle sue mani si trasformano, prendono vita, conquistano bellezza. Succede così anche quando suona, le percussioni, la chitarra, il sound scorre forte nelle sue vene, e persino quando gioca a pallavolo, ma di questo magari vi racconto un’altra volta, che adesso immagino vogliate sapere di Fia e Pia.
E’ accaduto questo agosto, Cinzia diceva delle sue traversie con il ferro, no, non vi preocupate, non si è messa ad aiutare Gaetano anche se penso le piacerebbe, trattasi del ferro che si fa diciamo così desiderare nel suo sangue, e Gaetano ha detto dell’ecografia che aveva da fare la settimana successiva.
E’ una cosa invasiva?, gli ho chiesto, no, non ti preoccupare, mi ha risposto, tutto quello che finisce con fia, ecografia, mammografia, urografia, sul momento non fa male, è quando finisce con pia, gastroscopia, colonscopia, rettoscopia che sono augelli senza zucchero, per la verità gli esempi sono miei che i suoi non me li ricordo e poi lui lo ha detto in un altro modo e ha fatto anche un movimento con la mano che ci ha fatto morire tutti dal ridere, ma qui va bene cosi.
Adesso non fate quell’aria di sufficienza, non è la solita fissazione del sociologo, è che Fia e Pia è una dicotomia che può essere utilizzata in una pluralità di contesti in maniera efficace, è meno manicheo di bene e male, di giusto e sbagliato, lascia aperte più possibilità, insomma la consiglio anche a voi. Sì, quando vi trovate in certe situazioni, all’ufficio postale, al comune, in fabbrica, chietevi se la situazione è Fia o è Pia e poi agite di conseguenza. Scommettiamo che vi troverete bene?

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2 Replies to “Fia e Pia”

  1. Risalendo all’etimologia Fia è la scrittura, Pia è la visione. La prima descrive, la seconda mostra. La prima cerca di rilevare senza entrare – quello che fa la poesia. La seconda invece vuole vedere all’interno – può essere la scienza, può essere la curiosità televisiva.

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