Officine fablab

Un fab lab (dall’inglese fabrication laboratory) è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale.

Un fab lab è generalmente dotato di una serie di strumenti computerizzati in grado di realizzare in maniera flessibile e semi-automatica una ampia gamma di oggetti. Questo include prodotti tecnologici generalmente considerati di appannaggio esclusivo della produzione di massa.

Mentre i fab lab non possono competere con la produzione di massa e le relative economie di scala nella produzione di beni di consumo, hanno dimostrato grandi potenzialità nel fornire ai loro utenti gli strumenti per realizzare in proprio dispositivi tecnologici. Tali dispositivi possono infatti essere adattati alle esigenze locali o personali in modi tuttora non possibili per le produzioni su larga scala

(wikipedia)

Abbiamo raccolto il racconto  di Amleto Picerno Ceraso, Antonio Grillo e Paolo Cascone durante reMake a Città Della Scienza. I tre sono i fondatori di tre FabLab campani: mediterranean fablab, fablab Napoli e Urban fablab. Oltre a raccontarlo molto bene, i tre mostrano un amore ed una cura per i propri progetti di grandissima ispirazione.

Lo diciamo spesso, raccontare queste esperienze per noi è molto importante. Lo è soprattutto quando i progetti operano sul piano dell’inclusività, dell’apertura, del coinvolgimento delle comunità e della società. Sono tre storie molto belle, perché partono dalle difficoltà per arrivare non al “successo” (quello che per troppo tempo è stato considerato “successo”: un mix di notorietà, ricchezza, privilegi, chiccherie) ma all’amore per questo loro lavoro, alla passione che tiene insieme i loro team, all’etica nuova che coltivano nei loro fablab.

Ed alcuni di loro sono stati all’estero e sono tornati. No, non esagererò su questo punto perché non è di eroi che abbiamo bisogno. Però delle storie di chi vive il proprio lavoro in grande si, dei racconti di chi crede che certe idee possano attecchire anche nel nostro paese si. E soprattutto, abbiamo bisogno delle storie di chi crede che da questo paese possa nascere innovazione valida nel mondo intero.

Come ha detto Paolo Cascone nel suo intervento:

“Noi vogliamo lavorare nello spazio pubblico. Ci vogliamo stampare strutture temporanee per fare cultura, case, possibilmente intelligenti che risparmino energia e ne creino altra. Per noi è importante dimostrare che questa cultura digitale va al di là della questione del gadget, ma può cambiare, ottimizzando le risorse, il modo di abitare” 

Cliccando qui potete vedere il loro intervento su Timu!

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